Isa tra le righe
Chi è Isa

«Isa» è un nome preso in prestito.

Non mi chiamo davvero Isa, e non lo dirò. Non per nascondermi, ma per il contrario: è il nome che mi permette di essere onesta. Dietro a «Isa» posso scrivere cose che, firmate con il mio nome vero, non troverei mai il coraggio di dire.

Scrivo perché mi aiuta. Convivo con qualcosa che rende le emozioni più grandi, più rapide, più difficili da tenere in mano, e le parole sono il modo in cui provo a metterle in ordine. Questo diario non è una diagnosi e non è una terapia. È solo una persona che scrive, ad alta voce, sperando che serva anche a qualcun altro.

Qui non c'è niente da commentare, niente a cui reagire, nessun numero da guardare. Puoi leggere, e per me va benissimo così.

Se una di queste pagine ti fa sentire meno solo, allora ha fatto esattamente quello per cui l'ho scritta.

Se tu stesso stai attraversando un momento difficile, c'è una pagina con qualche numero utile: la trovi qui. Nessuna storia vale più della persona che la legge.