Settembre è un mese per me particolarmente speciale: il mese di prevenzione contro il suicidio.
Mi sono trovata su un precipizio per ben tre volte. A 15 anni, a 16 anni e a 19 anni.
La cosa più falsa che io abbia sentito dire riguardo a questo argomento è: “È un atto egoista.”
Perché il mio gesto era tutt’altro che egoista. Tutte e tre le volte ero in una depressione grave, la prima volta non ancora diagnosticata.
Ero così stanca, così addolorata, così… vuota. Passavo notti insonni perché quando mi addormentavo rivivevo i traumi passati e non riuscivo a distinguere il sogno dalla realtà. Vivevo con un dolore così grande che mi annodava lo stomaco, mi chiudeva la gola e mi lasciava vuota. Soffrivo così tanto e non volevo trascinare nel mio dolore la mia famiglia, e questo mi faceva ancora più male. E ad un certo punto, da un momento all’altro, tutte le voci che sentivo, tutto il male che provavo, tutta la rabbia che non riuscivo ad esprimere… si spegneva. E la vita mi spaventava più della morte.
Non era un atto egoista, io ero convinta che la mia famiglia avrebbe vissuto meglio, ed ero esausta.
La terza e ultima volta mi sentivo un fallimento. Ero in una relazione tossica, depressione diagnosticata ma ancora non il BPD. Mi sentivo giornalmente dire quanto fossi inutile, incapace, sola. E non importava quanto la mia famiglia mi dicesse il contrario, perché le voci nella mia testa, quella piccola creaturina troppo colorata che era la mia depressione, alimentava l’abuso verbale. E a un certo punto ero arrivata a credere sul serio di essere solo di troppo.
Fortunatamente, tutte e tre le volte, qualcuno mi ha salvata. Qualcuno mi ha stretta e ha lottato per me nel momento in cui io non avevo più le forze di farlo. E mi sono rialzata. Ho stretto i denti, ingoiato lacrime e passato ore in terapia, soprattutto dopo la diagnosi di BPD. E sono andata avanti.
È un mese importante, è un tema importante, perché io ho avuto una rete d’appoggio, ma non tutti ce l’hanno. Io ho avuto la forza di rialzarmi con le ginocchia sbucciate e il cuore a brandelli, ma non tutti ce l’hanno.
E sapete una cosa? La vita ancora adesso mi spaventa, ma, ad oggi, mi spaventa di più non sapere cosa potrei perdermi.
Un abbraccio a tutti quelli che non stanno bene, che si sentono il cuore a brandelli, un buco nello stomaco e stringono i denti e i pugni ogni giorno. Un abbraccio così grande, perché sono fiera di chiunque stia affrontando questo grande mostro. Un abbraccio a chi ce l’ha fatta, e un abbraccio ancora più grande a chi oggi non c’è più.🎗️❤️🩹