Isatra le righe
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É tutto un caos

nota di lettura“ le persone con questa vulnerabilità emotiva sono come persone con ustioni di terzo grado su tutto il corpo.”Leggi comunque

Caro Borderline,

a volte, quando passo mesi senza bisogno di terapia e vedo la mia vita andare avanti mi illudo che tu te ne sia andato. Che miracolosamente io ne sia guarita. Ma puntualmente torni da me, ricordandomi che sei un peso che mi porterò dietro probabilmente per tutta la vita. E io ci provo a mandarti via, a non chiudermi nella mia testa, ad ancorarmi alle persone accanto a me che mi vogliono bene. Ma puntualmente tu riesci a farmi male. Inizio a non dormire o a dormire troppo, ad avere più fame o a non voler mangiare, a sentire un senso di vuoto che pian piano si impossessa di me. Partendo da un piccolo puntino nel petto che diventa sempre più grande. E alla fine mi ritrovo da sola all’interno dei miei pensieri e mi chiedo come farò ad andare avanti. Mi ritrovo circondata da un caos mentale così grande da far male; un blocco nel petto e un peso sulle spalle che mi tolgono le energie. E piango, piango fino a non avere più lacrime perché spero che tu vada via insieme al mio pianto.

E mi allontano da chi mi sta accanto perché sembra l’unica cosa logica da fare. Perché qualcuno dovrebbe voler stare con me se ho un casino cosi grande in testa?

Perchè e come dovrei riuscire io, un giorno, ad avere una famiglia?

Allora la cosa più logica da fare diventa allontanarmi. Allontanarli. Perché prima o poi se ne andranno loro.

E io convivo con questi pensieri per giorni fino a che quel puntino nel petto non diventa così grande da mangiarmi.